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Messina: La grande beffa delI’Incubatore del Ponte
Saturday 17 July 2010
di Antonio Mazzeo
All’inaugurazione della nuova sede delle società chiamate a realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, mercoledì 14 luglio, ci sarà anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Il quartier generale di Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori) e dei soggetti impegnati nel monitoraggio ambientale e nel “project management”, sarà ospitato all’interno del Polo “Papardo” dell’Università degli Studi di Messina, a pochi chilometri dall’area dove dovrebbe sorgere uno dei due piloni della mega-opera. I locali sono quelli dell’Incubatore d’Imprese finanziato con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse».
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Baby Killer, Storia dei ragazzini d’onore di Gela.
Wednesday 30 June 2010
di Giuseppe Bascietto

 

In Sicilia, a Gela, c’è stato un tempo, tra gli anni ottanta e novanta, in cui i minorenni occuparono la scena con la formazione di una nuova organizzazione criminale: La Stidda. È quanto ci spiega Giuseppe Ardica nel suo ultimo libro Baby Killer, Storie di Ragazzi d’onore di Gela, nelle librerie dal 16 giugno e pubblicato dalla Marsilio Editore nella collana gli Specchi. Il libro originale e documentato, accende i riflettori sui ragazzini di Gela che, armi in pugno, hanno conquistato la città, e racconta storie di uomini che popolano la Sicilia di oggi. Il mondo raccontato in questo libro, scritto con il piglio della narrativa d’inchiesta, è fatto di stragi, bombe, morti ammazzati e puntuali riscossioni del pizzo. Giuseppe Ardica descrive con crudezza un mondo, dove uccidere è più attraente che vivere nella legalità, dove fare affari con la mafia è più conveniente che combatterla, dove ogni omicidio viene pianificato ed eseguito con precisione, dove raggiungere i trent’anni fuori dal carcere e senza aver ammazzato qualcuno è un fatto raro, insomma un mondo in cui, per un breve periodo di tempo, i criminali più temuti e rispettati sono stati ragazzini di appena quindici anni.

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Le Università in corsa per il grande banchetto del Ponte
Wednesday 30 June 2010

di Antonio Mazzeo

Del progetto esecutivo non c’e ancora l’ombra, i soldi bastano appena per sventrare colline e riempire cave e discariche con milioni di metri cubi d’inerti, ma sull’affaire del Ponte sullo Stretto planano come avvoltoi le grandi e piccole università di Calabria e Sicilia. Dopo aver ignorato per decenni il dibattito sui costi politici, economici, sociali, ambientali e criminogeni della grande opera, abdicando alle proprie finalità istituzionali di analisi e ricerca, gli Atenei sgomitano tra loro per accaparrarsi qualche briciola delle risorse finanziarie pubbliche impegnate per l’avvio dei lavori del Ponte. Con un comunicato congiunto, le Università di Enna, Palermo, Reggio Calabria e Catania hanno preannunciato che «si mobiliteranno insieme per contribuire ad affrontare la grande sfida che vede protagonisti, non solo ingegneri e architetti, ma studiosi di molteplici ambiti». 

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 30 June 2010 )
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Trapani: la prima impresa confiscata al boss e rilevata dagli operai
Wednesday 16 June 2010
Si sono costituiti in cooperativa e dopo diversi boicottaggi sono riusciti a rimanere sul mercato. E all'interno degli impianti della Calcestruzzi ericina Libera oggi si riciclano gli "sfrabbriciti".  Da presidio del potere mafioso nel campo dell'edilizia, a primo esempio di bene confiscato rilevato dagli stessi lavoratori. La storia della Calcestruzzi ericina Libera, e' tutta racchiusa nel cartello posto all'ingresso dell'impianto: "Insieme si puo'". Una frase che racconta la sfida raccolta dagli stessi operai, il giorno in cui il proprietario dell'impresa, il boss trapanese Vincenzo Virga, e' stato arrestato e l'azienda messa sotto sequestro. Un percorso tutto in salita per mantenere il posto di lavoro e cambiare volto a una realta' simbolo della criminalita' organizzata." Ci siamo costituiti in cooperativa, innanzitutto per la paura di dover restare a casa, ma soprattutto perche' avevamo la consapevolezza che all'interno di quell'azienda ci fosse una parte di noi. Molte persone erano qui gia' dal 1991 con un'altra azienda, prima che questa fosse rilevata dal gruppo Virga. Nel 1996 c'e' stato il sequestro, nel 2000 la confisca definitiva, seguita dalla chiusura dei cancelli.  Per noi e' stato un atto brutale, non sapevamo piu' a chi rivolgerci", racconta Giacomo Messina, presidente della cooperativa. "La vicinanza con Libera ci ha reso piu' responsabili e piano piano grazie anche all'operato degli amministratori giudiziari siamo riusciti a far rinascere quest'impresa".
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 16 June 2010 )
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Mafia: Palermo, la speranza parte dalle imprese
Wednesday 16 June 2010
Fanno parte delle aree industriali di Termini Imerese, Brancaccio e Carini. D'ora in poi esporranno la scritta "Futuro Libero per le imprese". "I clan evitano di estorcere denaro ai commercianti di Addiopizzo per paura di esser denunciati" 
Quarantadue imprese delle aree industriali di Termini Imerese, Brancaccio e Carini aderiscono al consumo critico del Comitato Addiopizzo. Tre aree industriali siciliane che si uniscono con un comune denominatore per abbattere le richieste di pizzo e per rendere possibile un mercato libero ed eticamente concorrenziale. Presso i 42 stabilimenti saranno esposti dei cartelli con la scritta "Futuro Libero per le imprese".
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Ribera: i servizi segreti hanno contattato Cosa Nostra
Saturday 05 June 2010
Contatti tra pezzi dei servizi segreti deviati e Cosa Nostra agrigentina. L'incontro si sarebbe svolto in una stazione di servizio di Ribera e Guzzo lo avrebbe sollecitato.  Lo ha raccontato  il collaboratore di giustizia agrigentino Calogero Rizzuto ai giudici che stanno celebrando il processo “Scacco matto”.

Su Grandangolo i retroscena dell'inchiesta.
Ultimo aggiornamento ( Saturday 05 June 2010 )
 
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