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Mafia a Cattolica, si dimettono i consiglieri PD dopo aver chiesto le dimissioni del Sindaco |
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Wednesday 09 December 2009 |
Si è allungata la lista degli indagati dell’inchiesta "Minoa". Altre otto persone sarebbero coinvolte e, seppur a piede libero, risultano indagate per associazione mafiosa e riciclaggio. I fatti oggetto delle indagini risalgono al 2004. Tra le persone indagate dovrebbero esserci esponenti politici, imprenditori, mediatori. Il sospetto che l’informazione di garanzia abbia raggiunto il sindaco di Cattolica Eraclea Cosimo Piro ma quest’ultimo non ha confermato ovvero smentito la circostanza.
Ma l’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere otto persone con l’accusa di essere mafiosi contempla un intero capitolo che illustra le capacità di interferenza del clan mafioso capeggiato da Domenico Terrasi nella vita politico-amministrativa della cittadina nonché nella capacità di pilotare voti e sostenere candidati idonei, una volta eletti, a sposare le cause di Cosa Nostra. Ed infatti, nell'ordinanza viene ipotizzato un tentativo di condizionamento del clan mafioso in occasione delle elezioni amministrative del 2007. Agli atti sono stati, intanto, acquisiti numerosi documenti. Tra cui anche le carte del processo sulle presunte irregolarità nei lavori di costruzione della piscina e del palazzetto dello sport di Cattolica e quelle dell'inchiesta "Scacco Matto" che ha decapitato nel luglio di due anni fa le cosche della Valle del Belice e di Sciacca. Come è noto sono finiti in cella Andrea Amoddeo, 45 anni, ristoratore, Francesco Manno, 46 anni, impiegato comunale, gli imprenditori Paolo Miccichè, 35 anni, Giuseppe Terrasi, 38 anni, Gaspare Tutino, 39 anni, Domenico Terrasi, 67 anni, pensionato, tutti di Cattolica Eraclea; Damiano Marrella, 59 anni, macellaio di Montallegro e Marco Vinti, 37 anni, imprenditore di Ribera. Tutti, tranne Vinti, sono accusati di associazione mafiosa. Quest’ultimo risponde invece di concorso esterno. Gli arrestati sono stati già interrogati ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Intanto, il sindaco di Cattolica Eraclea,Cosimo Piro, afferma in Consiglio comunale: “Se dalle indagini dovesse emergere il minimo dubbio sulla mia persona, sul Comune o anche sul Consiglio comunale sarei il primo a dimettermi”. Piro, ha risposto alla richiesta di dimissioni avanzata dall’opposizione - durante la penultima seduta del Consiglio comunale - in seguito alla bufera che si è abbattuta sul Comune dopo l’operazione antimafia “Minoa” che avrebbe svelato - secondo quanto riportato dalla stampa - il presunto interessamento della mafia locale alla sua elezione a sindaco e a quella del consigliere comunale Leonardo Bongiorno (anche lui presente alla seduta consiliare). “Per quanto mi riguarda – ha detto il primo cittadino cattolicese - sono tranquillo, datemi tre giorni di tempo, incontrerò il prefetto e il magistrato per capirci meglio. Se dovessi avvertire la minima sensazione che per il paese è meglio dimettermi farò certamente un passo indietro serenamente. Ma ho letto le carte dell’indagine. Si tratta di 13 faldoni, 2000 pagine piene di intercettazioni, solo in 2 pagine si fa riferimento alla mia persona con conversazioni fantasiose e prive di riscontri". Mentre andiamo in stampa, Piro potrebbe già aver tratto le sue conclusioni. Achiedere al sindaco di dimettersi “per sgomberare il campo da ogni equivoco e per far recuperare serenità e lucidità al paese” è stato il capogruppo del Pd Giuseppe Vizzi in rappresentanza di tutti i consiglieri di opposizione. Ieri mattina, stante l’assenza di ogni decisione adottata dal sindaco, i cinque consiglieri comunali dell’opposizione di Cattolica Eraclea, Giuseppe Vizzi, Antonino Augello, Pietro Giuffrida, Sebastiano Russo e Francesco Campisi, tutti del Pd, si sono dimessi. E mentre si attende una decisione del primo cittadino, dovrebbero subentrare altri cinque consiglieri non eletti nella lista civica “Uniamo Cattolica Eraclea” che era guidata dal candidato sindaco Nicolò Termine. Intanto, il collaboratore di giustizia, Calogero Rizzuto continua a parlare e riempie pagine e pagine di verbali. Capillare la sua attenzione verso il racket delle estorsioni e il pagamento del pizzo. Pratica alla quale non è stato risparmiato nemmeno sir Rocco Forte.
Leggi le pagine scritte dai Giudici che mettono nei guai il Sindaco Cosimo Piro
Fonte: Grandangolo de 5 Dicembre 2009
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 09 December 2009 )
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