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Mafia: Sudafrica concede estradizione per il super latitante di Cosa Nostra Vito Roberto Palazzolo |
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Monday 31 May 2010 |
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di Monica Centofante
Le autorità sudafricane voltano la faccia a Vito Roberto Palazzolo. E
per la prima volta dopo anni di inutili richieste il ministero della
Giustizia locale sostiene la domanda di estradizione formulata dai pm
di Palermo Domenico Gozzo (oggi procuratore aggiunto a Caltanissetta) e
Gaetano Paci.
Chiedendo ai giudici sudafricani di consegnare il boss-finanziere alla
giustizia italiana. Per il Governo di Pretoria, Vito Roberto Palazzolo
“l'imprendibile”
potrebbe quindi tornare in Italia. E ad attenderlo, dopo la condanna
definitiva a nove anni per associazione mafiosa sopraggiunta nel marzo
del 2009, vi sarebbero finalmente le patrie galere.
Ricercato sin dai tempi di Giovanni Falcone Palazzolo è infatti un
latitante, uno dei più pericolosi secondo il Ministero dell'Interno, ma
non si è mai nascosto. Protetto dalla falsa identità di Robert Von
Palace Kolbatschenko, regolarmente approvata dalle autorità
sudafricane, dal 1988 vive da uomo libero nella valle di Franschoek, a
un'ora da Città del Capo. E frequenta i salotti buoni dell'alta finanza
e dell'imprenditoria locale.
Considerato il tesoriere di Totò Riina e Bernardo Provenzano è uno dei
protagonisti dei grandi traffici internazionali di stupefacenti degli
anni Ottanta e tra i principali riciclatori dei soldi di Cosa Nostra.
Attività che non avrebbe mai lasciato mentre in Sudafrica , per come
emerge da diverse indagini, avrebbe anche ospitato latitanti della
mafia siciliana.
Nel 2003, una serie di telefonate intercettate con la sorella Sara
avevano rivelato un suo tentativo di “aggiustamento” del processo in
corso contro di lui. Per il quale alla sorella il boss aveva detto di
cercare il senatore Marcello Dell'Utri, specificando: “Non devi
convertirlo, è già convertito”.
Oggi la procura di Palermo definisce Vito Roberto Palazzolo “una delle
più importanti e oscure figure dell'associazione Cosa Nostra”. Inserito
“da oltre vent'anni nelle dinamiche associative mafiose, con funzioni
rilevanti di cerniera tra il mondo imprenditoriale internazionale e
l'associazione criminale, con lo scopo precipuo di consentire a Cosa
Nostra la gestione e il reimpiego dei capitali assunti illecitamente".
In seguito all'ultima richiesta di estradizione il boss finanziere ha
fatto immediato ricorso all'Alta Corte e da alcuni giorni i suoi
avvocati stanno discutendo in udienza, arrivando anche a ipotizzare un
"complotto internazionale" nei confronti del loro assistito.
Adesso a Pretoria però, la Corte di giustizia è stata chiamata a decidere
se accogliere o meno la richiesta dei pm. E il responso, che potrebbe
arrivare da un momento all'altro, questa volta non è per nulla scontato.
Fonte: Antimafia Duemila
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Ultimo aggiornamento ( Monday 31 May 2010 )
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