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Agrigento: Di Gati, gli imprenditori con una mano denunciano e con l'altra cercano Cosa Nostra
Monday 06 September 2010
Maurizio Di Gati con il suo pentimento apre squarci di luce nel difficile mondo dell’imprenditoria agrigentina e racconta quello che sa relativamente agli appalti gestiti su tutto il territorio provinciale dalla mafia. “Pressoché tutti gli imprenditori agrigentini - racconta - sono vicini a Cosa Nostra ed i relativi vantaggi sono sia in termini di evitare danneggiamenti e conseguentemente non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine, sia per poter avere facilità di non eseguire i lavori secondo capitolato e quindi guadagnandoci sopra truffando l’appaltante. Le imprese si allontanavano dall’agrigentino quando la pressione delle Forze dell’ordine era troppo forte trasferendo le attività al Nord Italia. Peraltro gli imprenditori a volte denunciano i danneggiamenti perchè potrebbero non riuscire a tenerli nascosti ma pagano comunque il pizzo. Con una mano fanno denunce e con l’altro cercano i mafiosi per mettersi a posto.
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Usura: a rischio le regioni del Sud, maglia nera la Campania
Thursday 02 September 2010
Studio della Cgia di Mestre. Bortolussi: "Per gli artigiani e i commercianti sono le scadenze fiscali a spingere nella morsa degli usurai. Per i disoccupati o i lavoratori dipendenti sono i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie o infortuni".
È la Campania la regione a maggior rischio usura. Seguono la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Sicilia. Sul fronte diametralmente opposto si posiziona invece il Nordest, che risulta l'area meno interessata dal fenomeno. In particolare Veneto, Friuli VeneziaGiulia. e Trentino Alto Adige sono tra le regioni italiane meno investite dalla piaga dello "strozzinaggio". Lo rivela uno studio della Cgia di Mestre (Associazione delle piccole e medie imprese), realizzato sulla base di un'elaborazione in cui sono stati messi a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti al 2009. 
Ultimo aggiornamento ( Thursday 02 September 2010 )
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Turchia come l’Italia: mafia, Gladio e fiumi di droga (all’ombra della Nato)
Tuesday 17 August 2010
di Carlo Ruta
Dalla relazione 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze si rileva il consumo di eroina è in crescita in tutta l’Europa occidentale. Un analogo aumento viene registrato altresì, da fonti interne, in Russia e in altri paesi dell’est, pure in concomitanza con la crisi. E tale trend sembra recare delle significative correlazioni con quanto sta accadendo nelle economie di base dell’oppio, in Afganistan, che ne ospita la maggiore, e in altri paesi. I dati più recenti dell’Unodc offrono al riguardo un quadro piuttosto mosso. Emerge infatti che se le operazioni di contrasto dell’Onu hanno permesso di raccogliere qualche risultato sul terreno, con un calo delle superfici coltivate in alcune province dell’Afganistan e in altri paesi del Triangolo d’Oro, la flessione che l’ufficio delle Nazioni Unite aveva registrato fino al 2007 nei paesi della Mezzaluna d’Oro si è arrestata repentinamente, mentre è andata crescendo, in entrambe le aree, la produttività delle coltivazioni. Da un rapporto dell’ Unodc, Cannabis Survey 2009, uscito nell’aprile 2010, emerge, in aggiunta, che in Afganistan le coltivazioni di cannabis, la droga più consumata in Europa occidentale, hanno registrato un aumento importante, estendendosi a metà delle 34 province del paese, con l’esito di porre in discussione, a partire proprio dall’anno clou della crisi, il primato mondiale del Riz del Marocco.
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Acqua: il business del secolo in Sicilia, un affare che scotta
Monday 16 August 2010
di Carlo Ruta
In Sicilia i processi di privatizzazione dell’acqua che vanno dipanandosi negli ultimi anni si raccordano con una tradizione composita. Se si dà uno sguardo alla storia post-unitaria, si constata infatti che l’accaparramento delle fonti, delle favare per usare il termine di derivazione araba, ha scandito con regolarità l’evoluzione legale e illegale dei ceti che hanno esercitato dominio sull’isola. Il controllo delle acque ha consentito di lucrare rendite economiche e posizionali importanti, di capitalizzare, di chiamare a patti le autorità pubbliche, di condizionare quindi gli atti dei municipi, degli enti di bonifica, di altre istituzioni. E il canovaccio di tale affare, di rilievo appunto strategico, ancora oggi rimane tale, benché si faccia uso di strumenti e progettazioni non più a misura di un mondo agrario più o meno statico, ma di una realtà in profonda evoluzione, sullo sfondo delle economie globali. Si tratta di comprendere allora i modi in cui si coniugano oggi i due elementi, innovazione e tradizione, a partire comunque dal dato che anche in Sicilia si vive al riguardo un passaggio epocale, dopo il lungo tragitto delle aziende municipalizzate, che sempre e comunque hanno dovuto fare i conti con i signori delle fonti.
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 17 August 2010 )
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Messina: La grande beffa delI’Incubatore del Ponte
Saturday 17 July 2010
di Antonio Mazzeo
All’inaugurazione della nuova sede delle società chiamate a realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, mercoledì 14 luglio, ci sarà anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Il quartier generale di Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori) e dei soggetti impegnati nel monitoraggio ambientale e nel “project management”, sarà ospitato all’interno del Polo “Papardo” dell’Università degli Studi di Messina, a pochi chilometri dall’area dove dovrebbe sorgere uno dei due piloni della mega-opera. I locali sono quelli dell’Incubatore d’Imprese finanziato con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse».
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Baby Killer, Storia dei ragazzini d’onore di Gela.
Wednesday 30 June 2010
di Giuseppe Bascietto

 

In Sicilia, a Gela, c’è stato un tempo, tra gli anni ottanta e novanta, in cui i minorenni occuparono la scena con la formazione di una nuova organizzazione criminale: La Stidda. È quanto ci spiega Giuseppe Ardica nel suo ultimo libro Baby Killer, Storie di Ragazzi d’onore di Gela, nelle librerie dal 16 giugno e pubblicato dalla Marsilio Editore nella collana gli Specchi. Il libro originale e documentato, accende i riflettori sui ragazzini di Gela che, armi in pugno, hanno conquistato la città, e racconta storie di uomini che popolano la Sicilia di oggi. Il mondo raccontato in questo libro, scritto con il piglio della narrativa d’inchiesta, è fatto di stragi, bombe, morti ammazzati e puntuali riscossioni del pizzo. Giuseppe Ardica descrive con crudezza un mondo, dove uccidere è più attraente che vivere nella legalità, dove fare affari con la mafia è più conveniente che combatterla, dove ogni omicidio viene pianificato ed eseguito con precisione, dove raggiungere i trent’anni fuori dal carcere e senza aver ammazzato qualcuno è un fatto raro, insomma un mondo in cui, per un breve periodo di tempo, i criminali più temuti e rispettati sono stati ragazzini di appena quindici anni.

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