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Mafia: 28 anni fa veniva ucciso, su ordine di Riina, Pio La Torre, l'autore del 416 BIS
Monday 29 March 2010
di Giuseppe Bascietto
Ci fu un uomo, che nato in Sicilia, osò sfidare il potere di Cosa Nostra. Quest’uomo era Pio La Torre. Una figura storica dell’antimafia civile e politica e autore di vere e proprie rivoluzioni legislative. A quattro anni, lui figlio di contadini poverissimi e analfabeti, s’impose alla famiglia e decise di andare a scuola.  Lo comunicò al padre in una calda giornata d’estate con quattro parole secche e fulminanti. “Voglio andare a scuola”. Il padre sul momento non reagì. Ci pensò su qualche secondo; poi buttò  la zappa a terra, smise di lavorare, iniziò a gridare e corse verso casa. Vuole andare a scuola! Borbottava. Non se ne parla. Lui dovrà fare il contadino come me, i suoi nonni e i suoi bisnonni!. Il dado era tratto. Pio si ribellò al padre e scelse la cultura come strada per il riscatto sociale. A diciassette anni s’iscrisse al partito comunista. Diventato esponente di primo piano del PCI, nel 1979 Enrico berlinguer lo aveva chiamato nella segreteria nazionale, presentò un disegno di legge, che ancora oggi porta il suo nome, che introdusse l’articolo 416 BIS del codice penale. Nasce così la prima vera legislazione contro la mafia che codifica il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 30 March 2010 )
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Il boss vola in borsa, economia illegale all’ombra della politica
Monday 26 April 2010
La crisi dà una mano e gli affari si allargano fino a Piazza degli Affari: Milano nasconde tanti segreti, preziosi quando si vota

di Carlo Ruta

Sintomatico come altri fatti di questo periodo, l’arresto dell’architetto palermitano Giuseppe Liga, indicato dai magistrati di Palermo come erede del boss Lo Piccolo, offre degli spunti per argomentare sull’evoluzione del fenomeno mafioso. Se a lungo, come istituzione prima ancora che come organizzazione, la mafia siciliana si è resa partecipe di un sistema che le ha consentito di porre delle ipoteche sullo Stato, negli ultimi decenni è divenuta soprattutto una avvolgente trama di denaro. Ed è il denaro a sollecitare in questi tempi le condotte e gli stili di vita che stanno portando, nell’epicentro della holding criminale, al sovvertimento di alcune regole. La società italiana ha subìto mutamenti importanti, si direbbe di rilievo antropologico. La civiltà contadina in Sicilia non esiste più, se non nei musei etnologici e nel ricordo degli anziani. Gli stili di vita a Palermo e Catania come nei centri minori sono cambiati in profondo. È quindi nelle cose che tutto questo abbia delle ripercussioni dentro gli orizzonti di mafia. Ma tale sfondo, pur importante, non spiega del tutto i nuovi iter del fenomeno.
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Il Ponte e le mafie: uno spaccato di capitalismo reale
Saturday 24 April 2010
Imagedi Antonio Mazzeo

Durante la campagna per le elezioni politiche e regionali del 13 e 14 aprile 2008 il fantasma del Ponte sullo Stretto di Messina è tornato a materializzarsi assumendo un ruolo centrale sia nei programmi di Berlusconi che in quelli di Lombardo, candidato alla presidenza della Regione siciliana dopo le dimissioni di Cuffaro. Con il trionfo di entrambi si parla di affrettare i tempi per la posa della prima pietra. Ci sono già le date: nel 2010 dovrebbero iniziare i lavori, e dovrebbero essere ultimati nel 2016. Rischiano così di essere spazzate via tutte le osservazioni che sono state mosse alla costruzione della megaopera: il Ponte è inutile, è dannoso, si inserisce in un’area tra le più sismiche del pianeta, è una voragine di soldi che potrebbero essere spesi per promuovere un reale sviluppo della Sicilia e della Calabria. Il Ponte vogliono farlo, sia Berlusconi che Lombardo, perché sarebbe qualcosa come le piramidi per i faraoni, un monumento con cui consegnarsi alla storia. E, tenendo conto di come sono fatti tali personaggi, l’immagine delle piramidi sembra fatta su misura per loro. Ma è un’immagine che può andare benissimo non solo per la grandiosità del progetto ma soprattutto perché esso è una summa ancora più grande di interessi.
Ultimo aggiornamento ( Saturday 24 April 2010 )
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In Libreria Il Partito Dell'Amore" l'ultimo libro di Mario Portanova
Wednesday 24 March 2010
ImageIl Partito Dell'amore di Mario Portanova Collana Reverse Euro 12 Edizioni A Chiare Lettere (2010)
"Alle radici dell'odio. Così l'esercito di Berlusconi ha spaccato il Paese e svuotato la nostra democrazia."
“Io sono del parere che se toccano un mio familiare applico la legge delle SS, uno a dieci.”
Giorgio Bettio, Lega Nord, Consiglio comunale di Treviso, con riferimento agli immigrati, 2007

"Noi vogliamo che il Bene prevalga sul Male", ha proclamato in diverse occasioni Silvio Berlusconi. Il Bene sarebbe la sua parte politica, il Male gli avversari. Una contrapposizione frontale: "I comunisti controllano tutto... sono da eliminare, se non fisicamente, politicamente".



Ultimo aggiornamento ( Saturday 24 April 2010 )
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Narcotraffico: la Sicilia dei disoccupati fa resuscitare i clan
Friday 23 April 2010
di Carlo Ruta
I mutamenti di cosa nostra si specchiano sulle due rive dell'Atlantico, tra vecchio e nuovo continente e riportano in superficie boss e affari di un tempo. Senza tralasciare il lavoro delle nuove generazioni, che hanno portato nella logica criminale una "cultura imprenditoriale" che sa giovarsi della crisi economica, sia a livello locale che internazionale
Ultimo aggiornamento ( Friday 23 April 2010 )
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Mafia del Ponte, prima condanna penale
Sunday 18 April 2010

Giuseppe “Joseph” Zappia, l’anziano ingegnere italo-canadese accusato di aver fatto da “schermo” ad una delle più imponenti operazioni di riciclaggio della storia di Cosa Nostra, il tentativo d’investire 5 miliardi di euro nella progettazione e nei lavori di costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, è stato condannato dal Tribunale di Roma a tre anni e sei mesi di reclusione e a due anni di libertà vigilata. Nel riconoscere Zappia responsabile del reato di associazione per delinquere, la Corte lo ha però assolto dall’accusa di turbativa d’asta relativamente alla partecipazione alla gara di pre-qualifica per la scelta del general contractor dell’opera di collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.  Il professionista era stato arrestato a Roma il 12 febbraio 2005. L’indagine aveva preso il via da una segnalazione della polizia canadese risalente all’ottobre del 2002 e relativa alle operazioni finanziarie di una delle più potenti organizzazioni criminali di stampo mafioso del nord America, capeggiata dal boss Vito Rizzuto, originario di Cattolica Eraclea.

Ultimo aggiornamento ( Sunday 18 April 2010 )
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