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Mafia: ad un passo dalla cattura di Gerlandino Messina numero 2 della mafia agrigentina
Wednesday 25 November 2009
Individuato a Favara un covo ancora “caldo”. Compiuti esami irripetibili

Gli uomini della Squadra Mobile di Agrigento guidati dal neo dirigente, Alfonso Ladevaia, dopo un lavoro di intelligence sofisticato e prezioso, continuando l’opera iniziata da Totò Montemagno, sono arrivati davvero ad un passo dalla cattura del boss latitante Gerlandino Messina inserito fra i ventiquattro ricercati più pericolosi d’Italia dal Ministero dell’Interno. I poliziotti hanno scovato un covo ancora caldo a Favara, in città, ma al loro arrivo del numero due di Cosa Nostra agrigentina non c’era più traccia. Il paziente lavoro degli investigatori agrigentini è stato vanificato proprio sul rush finale.
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 25 November 2009 )
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Mafia: ecco i ventiquattro latitanti più pericolosi d'Italia; tra di loro c'è Matteo Messina Denaro
Sunday 22 November 2009
È figlio di Francesco Messina Denaro (soprannominato Don Ciccio), storico capo del mandamento di Castelvetrano che, prima della latitanza, risultava lavorare come campiere nelle terre di una delle più potenti famiglie di imprenditori siciliani. La stessa di Tonino D'Alì ex sottosegretario al ministero dell'interno durante il secondo governo Berlusconi. Il giovane Matteo impara in fretta le abitudini mafiose. Dai 14 anni inizia ad usare le armi da fuoco e a 18 uccide la prima vittima di una sconfinata serie di omicidi.

Ultimo aggiornamento ( Monday 23 November 2009 )
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Grandi affari armati sulla rotta Italia - Emirati Arabi Uniti
Monday 16 November 2009
Lo sceicco Hamed Al Hamed, membro influente della famiglia reale di Abu Dhabi, è il nuovo proprietario del complesso alberghiero “La Perla Jonica” di Acireale, una delle più prestigiose infrastrutture turistiche della Sicilia e sicuramente la più imponente (trentamila metri quadrati coperti, 460 stanze, numerose ville, un centro congressi, impianti sportivi, ecc.). Dopo essere appartenuto al costruttore Carmelo Costanzo, uno dei quattro cosiddetti “cavalieri dell’apocalisse mafiosa” di Catania, scomparso da una quindicina d’anni, il centro turistico era sottoposto ad amministrazione controllata.
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 18 November 2009 )
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Piero Grasso: nuova ipotesi sull'omicidio di Pio La Torre
Thursday 05 November 2009
Nell'omicidio di Pio La Torre, (avvenuto a Palermo il 30 aprile 1982) parlamentare del Pci, e padre della legge che ha introdotto il reato di mafia e il sequestro dei beni mafiosi firmata insieme all'allora ministro Dc Virgilio Rognoni, oltre alla mano di Cosa nostra potrebbe esserci anche l'apporto di "elementi esterni" non estranei al sistema del potere politico dominante in Sicilia all'epoca. L'affermazione è del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervenuto alla presentazione - nella sede della Rai di viale Mazzini - della puntata di 'La Storia siamo noi' che andrà in onda su Rai Storia  domenica 8 novembre e che è dedicata alla figura di Pio La Torre.
Ultimo aggiornamento ( Thursday 05 November 2009 )
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La crisi economica raddoppia la droga: coca ed eroina per dimenticare
Friday 30 October 2009

Raddoppiano le morti per overdose, raddoppia l’hashish a Milano. Stati Uniti ed Europa, coscienze della democrazia, guidano il consumo del mondo


di Carlo Ruta 

Dalle statistiche dell’ultimo decennio risulta che nei paesi tradizionalmente più ricchi, l’Europa occidentale e gli Stati Uniti, la domanda di stupefacenti è andata stabilizzandosi. E la cosa dovrebbe essere già preoccupante se si considera che gli USA e il vecchio continente costituiscono rispettivamente, su scala planetaria, il primo e il secondo mercato delle droghe. Tale stabilità, pur a livelli altissimi, proprio in questi frangenti potrebbe essere posta comunque in discussione. La crisi economica in atto rischia di elevare infatti i consumi di narcotici, come quelli di alcolici, tanto più nelle aree sociali più colpite dal disagio, dallo stress, dal deficit di futuro.
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L’inchiesta Hiram fa scoprire la loggia massonica di Agrigento.
Thursday 22 October 2009
Calogero Licata, da Canicattì, era il gran maestro ad Agrigento. Massimo esponente della loggia massonica “Serenissima”, Sovrano ordine massonico d’Italia, gran delegato per la Sicilia e in rapporti frequenti con il maestro venerabile Stefano De Carolis. Ad Agrigento c’era anche la sede, nella zona del Quadrivio Spinasanta, mimetizzata sotto le spoglie di un innocuo centro studi. Licata (ma anche De Carolis) è finito nelle maglie della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, con i pm Paolo Guido e Fernando Asaro che stanno ancora indagando, nonostante un processo in corso che annovera fra i testi persino Licio Gelli e Marcello Dell’Utri, nell’ambito dell’inchiesta Hiram.
Ultimo aggiornamento ( Thursday 22 October 2009 )
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