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Politica: Di Girolamo si dimette da senatore
Monday 01 March 2010
Nicola Di Girolamo ha presentato le dimissioni da senatore. A quanto apprende l'agenzia Ansa, il senatore del Pdl travolto dall'inchiesta sul riciclaggio e accusato di essere stato eletto nella circoscrizione esteri con il voti della 'ndrangheta, ha comunicato la sua decisione con una lettera al presidente del Senato Renato Schifani. L'inchiesta. È stato arrestato anche Antonio Ricci, zio di Giorgia, la moglie di Gennario Mokbel, l'imprenditore che, secondo gli inquirenti, sarebbe a capo dell'organizzazione accusata dalla procura di Roma di avere riciclato oltre 2 miliardi di euro con una truffa ai danni del fisco di circa 365 milioni.
Ultimo aggiornamento ( Monday 01 March 2010 )
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Il sistema Caltagirone: dalle sfide al nord industriale alla conquista del sud
Sunday 21 February 2010
di Carlo Ruta
Con la sua morte, Gaetano Caltagirone chiude in un certo senso l’album dei ricordi della dinastia romana. Ancora in vita costituiva in effetti l’emblema di un passato, mosso e ingombrante. Altri nomi della famiglia, con strategie affinate, sono entrati in gioco, hanno superato i passaggi più tortuosi del paese, mostrandosi oggi, tanto più oggi, in perfetta linea con i tempi. Con le sue disinvolture, Gaetano ha tracciato probabilmente delle coordinate, forse è stato pure un pioniere, percependo già, per esempio, l’importanza del binomio imprenditoria-giornali. Era tuttavia espressione di un mondo che è andato fuori tempo. Quelli che si sono fatti avanti, durante e dopo, non sono venuti allora a raccoglierne il testimone, ma, soprattutto, a rigettarne l’eredità, dichiarandosi diversi. Ma quanto lo sono nella sostanza?
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Agrigento: una martellata nella mano per licenziare l'operaio scomodo
Sunday 21 February 2010
L'infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici e lo sfruttamento dei lavoratori ai quali viene calpestata la dignità e carpito il consenso elettorale. Chi non rinuncia ai propri diritti in favore di imprenditori rampanti in odor di mafia, chi non vota secondo le indicazioni degli amici del boss, rischia martellate sulle mani. A tradimento, sul luogo di lavoro, da un collega di lavoro. E’ uno degli aspetti più inquietanti e indecenti che emerge dagli atti dell’inchiesta antimafia “Minoa”, condotta dalla Dia di Agrigento e coordinata dalla Dda di Palermo, che con il blitz del 27 novembre scorso avrebbe decimato la cosca locale guidata, secondo le accuse, dal boss Domenico Terrasi con al suo fianco il figlio Giuseppe. Senza avere formalmente nessun titolo per gestire i lavori Domenico e Giuseppe Terrasi, Paolo Miccichè e Gaspare Tutino avrebbero controllato di fatto la realizzazione dell’incubatore di impresa di Cattolica Eraclea con l’assunzione di operai, nei rapporti con il Comune allo scopo di controllare i pagamenti degli stati d’avanzamento lavori e altro. In pratica si sarebbero infiltrati nell’appalto vinto dall’impresa “Immobiliare Rosalba” di Palermo. Si parla spesso di questi lavori mentre è in corso la campagna elettorale per le amministrative del 2007. Con il boss “zì Micu” Terrasi, Miccichè e Tutino parlano di soldi, affari, forniture, voti e operai.
Ultimo aggiornamento ( Sunday 21 February 2010 )
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Agrigento: Processo Domino 2, cassazione conferma condanne
Friday 19 February 2010
(ANSA) Agrigento 19 Febbraio  - La Cassazione ha confermato la sentenza di appello, emessa il 7 marzo del 2009, a carico degli arrestati nell'ambito della maxi operazione antimafia, del 30 luglio del 2007, denominata "Domino 2" sfociata in due ergastoli e dieci condanne per oltre 50 anni di carcere. L'inchiesta della squadra mobile di Agrigento e della Dda di Palermo ha permesso di portare alla luce 10 omicidi e tre tentati omicidi consumatisi negli anni Novanta. L'ergastolo è stato confermato per Joseph Focoso di Realmonte e Vincenzo Licata di Grotte. Ignazio Sbalanca di Racalmuto, ritenuto colpevole solo di favoreggiamento aggravato, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.
Ultimo aggiornamento ( Friday 19 February 2010 )
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Montreal: Milioni di dollari in Svizzera, Rizzuto, il capo mafia Italo-Canadese, patteggia
Wednesday 17 February 2010
Con grande sorpresa dei giudici della Corte del Québec il “padrino” italo-canadese Nick Rizzuto si è dichiarato colpevole di evasione fiscale e ha patteggiato la pena. Il boss 86enne originario di Cattolica Eraclea - padre del presunto capo della mafia italo-americana, Vito Rizzuto, attualmente in carcere negli Stati Uniti,  e nonno di Nick Jr, ucciso il 28 dicembre scorso a Montréal - era accusato  di non aver pagato le tasse sugli interessi di oltre 5 milioni di dollari depositati su tre conti svizzeri a metà degli anni ‘90. In tutto non aveva dichiarato al fisco canadese circa 650 mila dollari. Adesso, difeso dal suo avvocato di fiducia, Loris Cavalieri, Nick Rizzuto, ha chiesto e ottenuto il patteggiamento della pena con una multa di 209 mila dollari. “Don Cola” è in libertà ma sorvegliato speciale, fu arrestato nel  2006 nell’operazione “Colosseo”. Poi patteggiò una pena di quattro anni per possesso di beni ottenuti illegalmente.  
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 17 February 2010 )
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Enna: con l'operazione Old One viene decapitato il vertice di Cosa Nostra
Wednesday 10 February 2010
Decapitato il vertice della famiglia Cosa Nostra di Enna nel corso dell’operazione “Old One” in collaborazione tra la Squadra Mobile e il Reparto operativo del comando provinciale. Un’appendice dell’altra operazione antimafia Green Line”, effettuata dalla Squadra Mobile il 24 giugno scorso, quando furono arrestate 20 persone, implicate in un vasto giro di estorsioni. Il seguito dell'operazione è scattato nella notte tra martedì e mercoledi 10 febbraio. I capi mafia sono stati tutti arrestati nelle loro abitazioni,  si tratta di Salvatore Seminara, 63 anni, ritenuto il capo della famiglia, operante in provincia di Enna, Gaetano Drago, 54 anni, suo luogotenente ed esattore del pizzo alle imprese ed ai commercianti; Isidoro Di Pino di 57 anni, operaio forestale, ritenuto il capo della famiglia di Aidone, e Antonino Spitaleri, 43 anni, manovale, tutti di Aidone e pregiudicati. I quattro nel giro di un paio d’anni sono riusciti a ricomporre la famiglia di Cosa Nostra di Enna, dopo il taglio del vertice della famiglia di Cosa Nostra, che si riconosceva in Gaetano Leonardo e l’avvocato Raffaele Bevilacqua.
Ultimo aggiornamento ( Wednesday 10 February 2010 )
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